Mentre con il massimo impegno preparava l'esercito per invadere l'Egitto, a Datame, fu improvvisamente inviata una lettera dal re, affinché attaccasse Aspi, che occupava la Cataonia, una regione che si estende al di sopra della Cilicia. Infatti Aspi, che abitava una regione boscosa e fortificata con delle fortezze, non solo non obbediva al potere del re, ma per giunta tormentava le regioni confinanti. Datame, dopo aver convocato gli amici, disse: "Vorrei portare avanti le cose iniziate, ma bisogna obbedire alla volontà del re!" e con pochi ma valorosi uomini si imbarcò su una nave, ritenendo che avrebbe facilmente abbattuto lo sconsiderato Aspi. Sbarcato in Cilicia, marciando di giorno e di notte, attraversò il Tauro e giunse lì dove aveva pianificato di arrivare. Chiese in quali luoghi si trovasse Aspi; venne a sapere che egli era andato non lontano per cacciare. Quando Aspi fu informato dell'arrivo di Datame cominciò procurarsi truppe per opporre resistenza. Quando Datame udì ciò, prese le armi e ordinò ai suoi di seguirlo, e di persona, spronato il cavallo, attaccò il nemico. Aspi, vedendolo da lontano fare un assalto contro di sé, ebbe paura di non potergli opporre resistenza e si arrese. Datame consegnò costui incatenato a Mitridate affinché lo conducesse dal re.