Anno trecentesimo et altero ab urbe condita imperium consulare cessavit et pro duobus consulis decem facti sunt, qui summam potestatem haberent, decemviri nominati. Sed cum primo anno bene egissent, secundo uno ex his, Appius Claudius, Virginii cuiusdam, qui honestis iam stipendiis contra Latinos in monte Algido militarat, filiam virginem corrumpere voluit; quam pater occidit ne vim a decemviro sustineret, et, regressus ad milites, movit tumultum. Sublata est decemviris potestas ipsique damnati sunt.

Nel trecentoduesimo anno dalla fondazione di Roma cessò il governo consolare e al posto dei due consoli furono nominati dieci, che avessero sommo potere, con il nome di decemviri. Ma, dopo aver agito bene nel primo anno, nel secondo uno tra questi, Appio Claudio, volle violare la figlia vergine di un certo Virginio, che già aveva prestato servizio militare con onorevoli campagne contro i Latini sul monte Algido; il padre la uccise affinché non subisse violenza dal decemviro, e, ritornato presso i soldati, mosse il tumulto. Il potere fu sottratto ai decemviri ed essi stessi furono condannati.