XXVII. Imitatio autem (nam saepius idem dicam) non sit tantum in verbis. Illuc intendenda mens, quantum fuerit illis viris decoris in rebus atque personis, quod consilium, quae dispositio, quam omnia, etiam quae delectationi videantur data, ad victoriam spectent: quid agatur prohoemio, quae ratio et quam varia narrandi, quae vis probandi ac refellendi, quanta in adfectibus omnis generis movendis scientia, quamque laus ipsa popularis utilitatis gratia adsumpta, quae tum est pulcherrima cum sequitur, non cum arcessitur. Haec si perviderimus, tum vere imitabimur. XXVIII. Qui vero etiam propria his bona adiecerit, ut suppleat quae deerant, circumcidat si quid redundabit, is erit quem quaerimus perfectus orator: quem nunc consummari potissimum oporteat, cum tanto plura exempla bene dicendi supersunt quam illis qui adhuc summi sunt contigerunt. Nam erit haec quoque laus eorum, ut priores superasse, posteros docuisse dicantu
Traduzione n. 1 Tutor Stuurm "Matethes"
Lo spirito di imitazione (infatti più volte dirò la medesima cosa) non sia solamente nei termini. A quel punto bisogna volgere l’animo, quanto di decoro ci sia stato in quegli uomini famosi verso le cose e le persone, quale piano, quale disposizione, come ogni cosa anche quelle che sembrino esser concesse al diletto, mirino alla vittoria: cosa si compia all’esordio, quale argomento e quanto alternative di parlare, quale capacità di fare accettare le prove e di confutare, quanta scienza nel muovere le aspirazioni di ogni genere, quanta sia la stessa lode popolare per l’utilità assunta, che allora è bellissima quando consegue, non quando si procura a forza. Se approfondiremo bene queste cose, allora veramente imiteremo. Chi poi le proprie caratteristiche avrà aggiunto a quelle le cose buone per supplire quelle che mancavano per sfrondare le eventuali ridondanze, costui sarà il perfetto oratore che cerchiamo: quello che ora occorrerebbe assolutamente creare, poiché tanto più esempi di bene dire avanzano quanto a coloro che fin qui raggiunsero sono sommi. Infatti anche quella sarà la loro lode, perché si dicano di aver superato i primi, abbiano insegnato i posteri.
Traduzione n. 2
