Summat ante omnia parenis erga discipùlos suos animum, ac succedere se in eorum locum a quibus sihi liberi tradantur existimet. lpse nec habèat ritta nec ferat. Non austeritas etus tristis, non dissoluta sii comitas, ne inde odìum, bine contemptus oriatur. Plurimiis ei de bonesto ac botto sermo stt: nani quo saepius monuèrit, hoc rarìus castigàbit. Minime iracundtis, nec lamen eorum quae emendanda erunt dissintulàtor; simplex in docendo, patiens labóris, adsidùus potìus quam immodìciis.
Con i suoi allievi assuma anzitutto la disposizione d'animo di un genitore e pensi di subentrare al posto di coloro che gli affidano i figli. Egli per primo non abbia difetti e non ne sopporti. La sua riservatezza non sia burbera, la sua tolleranza non sia eccessiva, perché non ne derivino da un difetto l'odio, dall'altro il disprezzo. La maggior parte dei suoi discorsi sia sull'onestà e la bontà: infatti, quanto più spesso farà raccomandazioni in merito, tanto più di rado sarà costretto a castigare. Non sia collerico, né tuttavia pronto a chiudere un occhio sugli errori che sono da correggere; sia semplice nell'insegnare, capace di sopportare la fatica, costante piuttosto che eccessivo.