Ὦ παῖ', ἐπείτε με λιτῇσι μετέρχεαι εἰπεῖν τὴν ἀληθείην, πᾶν ἐς σέ κατειρήσεται τὠληθές. Ὥς με ἠγάγετο Αρίστων ἐς ἑωυτοῦ, νυκτὶ τρίτῃ ἀπὸ τῆς πρώτης ἦλθέ μοι φάσμα εἰδόμενον Αρίστωνι, συνευνηθέν δὲ τοὺς στεφάνους τοὺς εἶχε ἐμοὶ περιετίθει. ... (Erodoto)

O figlio, poiché mi supplichi con preghiere supplicanti di dire la verità, tutto il vero ti sarà rivelato. Quando Aristone mi condusse nella sua casa, nella terza notte dalla prima giunse da me un fantasma somigliante (che era simile εἰδόμενον) ad Aristone, e dopo aver giaciuto insieme (συνευνάομαι), mi poneva sul capo (περιτίθημι) intorno le corone che aveva. E poi era andato via, e dopo queste cose arrivava Aristone. Quando egli mi vide che avevo corone, mi chiese chi me le avesse date. Io dicevo che [sott: me le aveva date] lui; ma lui non era d'accordo (lett: non accordava); io allora giuravo (κατόμνυμι), dicendo che lui negandolo non faceva bene: poiché infatti era giunto poco prima, avevamo giaciuto insieme e mi aveva dato le corone. Vedendomi giurare (lett vedendo me che giuravo), Aristone comprese che il fatto era divino. E per di più (καὶ τοῦτο) le corone risultavano essere quelle dell'eroe situato (ἱδρυμένου) presso le porte del cortile, quello che chiamano Astrabaco, per di più gli indovini dichiaravano che era quello stesso eroe. Così, o figlio, hai tutte quante le cose che desideri sapere: infatti o sei nato da questo eroe e tuo padre è l'eroe Astrabaco, o lo è Aristone; infatti in quella notte sono rimasta incinta di te."
(By Vogue)