Επειδη δε εωρα Χειρισοφος προκατειλημμενη την ακρωνυχιαν, καλει Ξενοφωντα απο της ουρας και κελευει λαβοντα τους πελταστας...Ειπων ο Ξενοφων οτι νεωτερος εστιν αιρειται πορευεσθαι. (Senofonte)

Chirisofo, quando vede la punta già occupata, chiama Senofonte dalla retroguardia e gli ordina di prendere con sé i peltasti e di condurli in testa. Ma Senofonte non guidò i peltasti: aveva infatti visto comparire Tissaferne e tutto l'esercito. . Spronò il cavallo, si spinse in avanti da solo e chiese a Chirisofo: "Che c'è?". L'altro di rimando: "Lo puoi vedere tu stesso. Ci hanno preceduti, il colle che sovrasta la discesa è nelle loro mani. L'unico modo per passare è di spazzarli via. Piuttosto, perché non hai portato qui i peltasti?". Senofonte risponde che non gli era sembrato il caso di lasciar sguarnita la retroguardia, perché avevano avvistato il nemico. "Comunque è il momento", proseguì Chirisofo, "di stabilire un piano per sloggiare quella gente dal colle". Allora Senofonte osserva la cima del monte sovrastante il suo esercito e la via che da lì portava al colle in mano nemica. Dice: "La soluzione migliore, Chirisofo, è di guadagnare al più presto la vetta; se la prendiamo, i barbari appostati al di sopra della via non potranno tenere la posizione. Se vuoi, rimani pure con l'esercito, sono pronto io a muovermi; se preferisci andare tu, va' pure, aspetto io qua". "Lascio a te la scelta", rispose Chirisofo. Senofonte disse che era più giovane e perciò sceglieva di andare.