Καιτοι τι δηποτ', ω ανδρες Αθηναιοι, νομιζετε την μεν των Παναθηναιων εορτην και την των Διονυσιων...αδριορθωτα, αορισθ' απαντα.
E per quale motivo mai, o Ateniesi, pensate che le feste delle Panatenee e delle Dionisie si svolgano sempre alla data giusta, siano competenti o comuni cittadini coloro che vengono designati dalla sorte a provvedere alla loro organizzazione - e per tali feste si spende tanto denaro quanto neppure per una sola delle vostre spedizioni, e si impiegano uomini e mezzi in quantità tale che non so sequalche altra impresa ne possa disporre in ugual misura -, mentre le spedizioni vi arrivano sempre in ritardo, a Metone come a Pagase come a Potidea? Perché tutte quelle feste sono state ben regolate da una legge, e ciascuno di voi sa con largo anticipo chi sarà il corego o il ginnasiarca della sua tribù, e quando deve operare, e che cosa deve fare, e con quali contributi e ottenuti da chi: in questo campo non c'è nulla di improvvisato o di indeterminato, nulla è trascurato. Al contrario, per quanto riguarda la guerra e i suoi preparativi, tutto è in preda al disordine, all'improvvisazione, alla confusione.