Διονυσιον τοινυν - βουλομαι γαρ εκ πολλων σε πεισθηναι ραδιαν ειναι την πραξιν εφ' ην σε τυγχανω παρακαλων - πολλοστος ων Συρακοσιων ... τοσουτων δε κυριον οντα, ραδιως τα προειρημενα συστησειν;

Traduzione libera

Veniamo a Dioniso - ti voglio infatti convincere con molti esempi della facilità dell'impresa a cui ti invito - egli era l'ultimo dei Siracusani, per nascita, per fama e per tutto il resto. Desiderava in modo del tutto irrazionale un potere assoluto ed ebbe il coraggio di tentare ogni via per ottenerlo: si impadronì di Siracusa, conquistò tutte le città greche della Sicilia, si circondò di un esercito di terra e di mare talmente forte, quanto nessuno aveva avuto prima di lui. E ancora Ciro -per non scordarci dei barbari - fu esposto dalla madre per strada, fu accolto da una donna persiana e modificò a tal punto la sua vita da diventare signore di tutta quanta l'Asia. E se Alcibiade che era esulo, Conone che era stato colpito dalla sventura, Dionisio che era senza fama e Ciro che ebbe dall'inizio una vita così pietosa arrivarono a tanto e fecero imprese di tale entità, come non devi aspettarti anche tu, che hai tale acendente, che regni sulla Macedonia, che sei signore di beni così vasti, di realizzare con facilità quanto prima ti ho esposto?