Λειπεται δ' ημιν ειπειν υπερ της του Ξαρωνδου τελευτης, καθ' ην ιδιον τι και παραδοξον αυτω συνεβη. ... ταυτην περιτιθεασι Διοκλει τω Συρακοσιων νομοθετη. (Diodoro Siculo)
Ci rimane da dire sulla morte di Caronda, riguardo la quale a costui accadde un fatto particolare ed incredibile. Infatti uscendo verso il paese con un pugnale a causa dei briganti e durante il ritorno costituitasi (συνίστημι) un'assemblea ed un tumulto si avvicinò dandosi molto da fare (προσίστημι). Poichè egli aveva stabilito (νενομοθετηκως = νομοθετέω participio attiva perfetto maschile singolare nominativo) per legge che nessuno prendesse parte ad un'assemblea con un arma, e dimenticandosi che aveva con sé il pugnale, diede ad alcuni nemici un pretesto di un'accusa. Dicendo uno di questi “hai distrutto la personale legge (la legge che hai fatto tu)”, “Per Zeus”, disse, “ma io la renderò autorità”: ed estratto il pugnale si tagliò la gola. Alcuni tra gli storici attribuiscono quest’azione a Diocle legislatore dei Siracusani.