Κυβεια γαρ ο Πλατων τον βιον απεικασεν, εν ω και βαλλειν δει τα προσφορα και βαλοντα χρησθαι καλως τοις πεσουσι... και χρησιμον αυτοις λαμβανουσι.
Traduzione libera
Platone paragonò la vita a una partita a dadi, in cui bisogna sì cercare di gettarli in modo che ci siano favorevoli, ma anche, una volta gettati, far buon uso del risultato che si è ottenuto Di queste due azioni, il gettare non è in nostro potere, ma l'accogliere senza recriminazioni ciò che la sorte ci assegna e dare a ogni evento un posto in cui ciò che è propizio possa giovarci di più, e ciò che è contrario alle nostre aspettative, se capita, danneggiarci di meno, questo sì è affar nostro, se siamo assennati. Le persone inesperte e dissennate riguardo alla vita, come i malati che non riescono a sopportare né il caldo né il freddo, si lasciano esaltare dalla buona sorte, abbattere dall'avversa e turbare da entrambe, o piuttosto da se stesse in entrambe, e anche in rapporto a quelli che sono considerati beni. [...] Le persone assennate, invece, come alle api fornisce miele il timo, la più acre e secca delle piante, traggono spesso convenienza e utilità dagli eventi più penosi.