Αι μεντοι κωμωδιαι των τοτε διδασκαλων, σπουδη τε πολλας και μετα γελωτος αφεικοτων φωνας εις αυτον... ως ου πεπτωκε, νικα και μεταπειθει τους ορωντας".

Traduzione libera

si consiglia di renderla letterale per uso scolastico

Di certo tra i poeti drammatici di allora i commediografi, che gli avevano lanciato molti motti sul serio e per scherzo, mostrano che il soprannome era soprattutto per l'eloquenza, dicendo che lui "tuonava" e "fulminava" quando parlava in pubblico, e "portava nella lingua una folgore terribile". Si ricorda anche un certo discorso di Tucidide figlio di Milesio, pronunciato per scherzo riguardo all'eloquenza di Pericle. Infatti Tucidide era tra gli uomini migliori, e per moltissimo tempo osteggiò la politica di Pericle. Chiedendogli Archidamo re degli Spartani se lottasse meglio lui o Pericle, disse: "Quando io lo butto giù lottando, lui dicendo che non è caduto, vince e dissuade quelli che guardano