Kairos pagina 31 numero 5 e 6

Ἐπεὶ δὲ τὰ ἐπιτήδεια οὐκέτι ἦν λαμβάνειν ὥστε ἀπαυθημερίζειν ἐπὶ τὸ στρατόπεδον, ἐκ τούτου λαβὼν Ξενοφῶν ἡγεμόνας τῶν Τραπεζουντίων ἐξάγει εἰς Δρίλας τὸ ἥμισυ τοῦ στρατεύματος, τὸ δὲ ἥμισυ κατέλιπε φυλάττειν τὸ στρατόπεδον· οἱ γὰρ Κόλχοι, ἅτε ἐκπεπτωκότες τῶν οἰκιῶν, πολλοὶ ἦσαν ἁθρόοι καὶ ὑπερεκάθηντο ἐπὶ τῶν ἄκρων. Οἱ δὲ Τραπεζούντιοι ὁπόθεν μὲν τὰ ἐπιτήδεια ῥᾴδιον ἦν λαβεῖν οὐκ ἦγον· φίλοι γὰρ αὐτοῖς ἦσαν· εἰς δὲ τοὺς Δρίλας προθύμως ἦγον, ὑφ᾽ ὧν κακῶς ἔπασχον, εἰς χωρία τε ὀρεινὰ καὶ δύσβατα καὶ ἀνθρώπους πολεμικωτάτους τῶν ἐν τῷ Πόντῳ. Ἐπεὶ δὲ ἦσαν ἐν τῇ ἄνω χώρᾳ οἱ Ἕλληνες, ὁποῖα τῶν χωρίων τοῖς Δρίλαις ἁλώσιμα εἶναι ἐδόκει ἐμπιμπράντες ἀπῇσαν· καὶ οὐδὲν ἦν λαμβάνειν εἰ μὴ ὗς ἢ βοῦς ἢ ἄλλο τι κτῆνος τὸ πῦρ διαπεφευγός. ἓν δὲ ἦν χωρίον μητρόπολις αὐτῶν· εἰς τοῦτο πάντες ξυνερρυήκεσαν. Περὶ δὲ τοῦτο ἦν χαράδρα ἰσχυρῶς βαθεῖα, καὶ πρόσοδοι χαλεπαὶ πρὸς τὸ χωρίον. Οἱ δὲ πελτασταὶ προδραμόντες στάδια πέντε ἢ ἓξ τῶν ὁπλιτῶν, διαβάντες τὴν χαράδραν, ὁρῶντες πρόβατα πολλὰ καὶ ἄλλα χρήματα προσέβαλλον πρὸς τὸ χωρίον· Ἐπεὶ δὲ μαχόμενοι οὐκ ἐδύναντο λαβεῖν τὸ χωρίον (καὶ γὰρ τάφρος ἦν περὶ αὐτὸ εὐρεῖα ἀναβεβλημένη καὶ σκόλοπες ἐπὶ τῆς ἀναβολῆς καὶ τύρσεις πυκναὶ ξύλιναι πεποιημέναι), ἀπιέναι δὴ ἐπεχείρουν· οἱ δὲ ἐπέκειντο αὐτοῖς.

Poichè non c'era più la possibilità di rifornirsi di vettovaglie rientrando al campo prima che calassero le tenebre, Senofonte, accompagnato da guide dei Trapezunti, condusse contro i Drili una metà dell'esercito e lasciò l'altra metà di guardia all'accampamento. I Colchi infatti, poiché erano stati scacciati dalle loro case, si erano raccolti in gran numero e avevano preso il controllo delle alture. I Trapezunti non guidavano i Greci dove avrebbero potuto trovare i viveri con facilità: erano terre amiche. Si premuravano di condurli, piuttosto, nella regione dei Drili - un popolo che li vessava - attraverso zone montane e impervie, contro le genti più bellicose del Ponto. Quando i Greci erano ormai nel cuore del paese, i Drili cominciarono a dar fuoco a tutte le roccaforti giudicate espugnabili e a ritirarsi. Non rimaneva niente da razziare, tranne qualche maiale, bue o bestiame d'altro genere che era scampato alle fiamme. C'era un solo baluardo, la loro metropoli: lì si erano asserragliati tutti. Attorno correva un burrone fortemente scosceso, per cui l'accesso alla roccaforte risultava arduo. I peltasti, che precedevano di cinque o sei stadi gli opliti, dopo aver superato il burrone, videro un'infinità di armenti e di altre ricchezze e si precipitarono contro la fortezza. Poiché, nonostante gli assalti, non erano riusciti a espugnare la fortezza (c'era un largo fossato lungo tutto il perimetro, una palizzata sul terrapieno e torri di legno a breve intervallo l'una dall'altra), cercarono di ripiegare, ma quelli li aggredirono.