Εγω μεν, εφη ο Ευθυδημος, ηδη τουτο σκοπω, ει αρα τι εστι τοις θεοις εργον η ανθροπους θεραπευειν·... ωστε χρησθαι αυτοις ο τι αν βοωλωνται.
"Io invece", disse Eutidemo "ormai osservo questo, se forse gli dei hanno [dativo di possesso: se agli dei è] qualche compito che non sia curarsi degli uomini; solo questo mi causa impaccio, che anche gli altri animali partecipano a queste cose." "Non è infatti anche questo evidente" rispose Socrate "che anche questi (animali) nascono e vengono allevati per l'uomo? Infatti Quale altro vivente, infatti, trae altrettanti beni quanto gli uomini sia da capre, pecore, buoi, cavalli, asini e dagli altri animali? Mi sembra infatti che essi ne traggano ancor più dalle piante. Le allevano e ottengono in vero cibo e guadagni non men o da queste che da quelli; gran parte degli uomini non usa i frutti dalla terra per il proprio nutrimento, ma vive delle greggi mangiando latte, formaggio e carne. Tutti poi rendono domestici e domano gli animali che sono utili alla guerra, e per moltre altre attività li usano come collaboratori". "Sono d'accordo con te anche su questo. disse Eutidemo "Noto appunto che perfino gli animali molto più robusti di noi diventano sottomessi agli uomini che essi possono utilizzarli come vogliono.