Κάλλους γὰρ πλεῖστον μέρος (Ελένη) μετέσχεν, ὃ σεμνότατον καὶ τιμιώτατον καὶ θειότατον τῶν ὄντων ἐστίν. Ράδιον δὲ γνῶναι τὴν δύναμιν αὐτοῦ· τῶν μὲν γὰρ ἀνδρίας ἢ σοφίας ἢ δικαιοσύνης μὴ μετεχόντων πολλὰ φανήσεται τιμώμενα μᾶλλον ἢ τούτων ἕκαστον, τῶν δὲ κάλλους ... (Isocrate)
(Elena) fu partecipe nel più altro grado alla bellezza, che è la più venerabile, rispettabile e divina tra le cose che esistono. È facile comprendere la sua potenza: infatti, tra le cose che non partecipano al coraggio, alla saggezza o alla giustizia, molte cose appariranno onorate più di ciascuna di queste ma fra le cose che sono state private della bellezza, nessuna ne troveremo amata, eccetto ciò che partecipa a questa forma, e la virtù è apprezzata soprattutto per questo motivo, perché è la più bella delle occupazioni. Si potrebbe comprendere anche da questo quanto differisce dalle altre cose, dal modo in cui ci disponiamo nei confronti di ciascuna di esse. Infatti, per tutte le altre cose di cui abbiamo bisogno, desideriamo solo ottenerle, ma non proviamo nulla nell'anima verso di loro; ma verso le cose belle nasce in noi amore, che ha una forza tanto maggiore del desiderarla quanto la cosa stessa è superiore.
(By Vogue)