Il carattere del vigliacco
VERSIONE DI GRECO di Teofrasto
TRADUZIONE Numero 1

Ἀμέλει δὲ ἡ δειλία δόξειεν ἂν εἶναι ὕπειξίς τις ψυχῆς ἐκ φόβου, ὁ δὲ δειλὸς τοιοῦτός τις, οἷος πλέων τὰς ἄκρας φάσκειν ἡμιολίας εἶναι· καὶ κλυδωνίου γενομένου ἐρωτᾶν, εἴ τις μὴ μεμύηται τῶν πλεόντων· καὶ τοῦ κυβερνήτου ἀνακύπτων μὲν πυνθάνεσθαι, εἰ μεσοπορεῖ καὶ τί αὐτῷ δοκεῖ τὰ τοῦ θεοῦ, καὶ πρὸς τὸν παρακαθήμενον λέγειν, ὅτι φοβεῖται ἀπὸ ἐνυπνίου τινός· καὶ ἐκδὺς διδόναι τῷ παιδὶ τὸν χιτωνίσκον· καὶ δεῖσθαι πρὸς τὴν γῆν προσάγειν αὑτόν. καὶ στρατευόμενος δὲ τοῦ πεζοῦ ἐκβοηθοῦντος οἷός τε προσκαλεῖν πάντας κελεύων πρὸς αὑτὸν καταστάντας πρῶτον περιιδεῖν, καὶ λέγειν, ὡς ἔργον διαγνῶναί ἐστι, πότεροί εἰσιν οἱ πολέμιοι. καὶ ἀκούων κραυγῆς καὶ ὁρῶν πίπτοντας εἰπεῖν πρὸς τοὺς παρεστηκότας, ὅτι τὴν σπάθην λαβεῖν ὑπὸ τῆς σπουδῆς ἐπελάθετο, τρέχειν ἐπὶ τὴν σκηνήν, ‹καὶ› τὸν παῖδα ἐκπέμψας κελεύειν προσκοπεῖσθαι, ποῦ εἰσιν οἱ πολέμιοι, ἀποκρύψαι αὐτὴν ὑπὸ τὸ προσκεφάλαιον, εἶτα διατρίβειν πολὺν χρόνον ὡς ζητῶν. καὶ ἐν τῇ σκηνῇ ὁρῶν τραυματίαν τινὰ προσφερόμενον τῶν φίλων προσδραμὼν καὶ θαρρεῖν κελεύσας ὑπολαβὼν φέρειν. καὶ τοῦτον θεραπεύειν καὶ περισπογγίζειν καὶ παρακαθήμενος ἀπὸ τοῦ ἕλκους τὰς μυίας σοβεῖν καὶ πᾶν μᾶλλον ἢ μάχεσθαι τοῖς πολεμίοις. καὶ τοῦ σαλπιστοῦ δὲ τὸ πολεμικὸν σημήναντος καθήμενος ἐν τῇ σκηνῇ εἰπεῖν· Ἄπαγ' ἐς κόρακας· οὐκ ἐάσει τὸν ἄνθρωπον ὕπνου λαβεῖν πυκνὰ σημαίνων. καὶ αἵματος δὲ ἀνάπλεως ἀπὸ τοῦ ἀλλοτρίου τραύματος ἐντυγχάνειν τοῖς ἐκ τῆς μάχης ἐπανιοῦσι καὶ διηγεῖσθαι ὡς· κινδυνεύσας ἕνα σέσωκα τῶν φίλων. καὶ εἰσάγειν πρὸς τὸν κατακείμενον σκεψομένους τοὺς δημότας, τοὺς φυλέτας καὶ τούτων ἅμ' ἑκάστῳ διηγεῖσθαι, ὡς αὐτὸς αὐτὸν ταῖς ἑαυτοῦ χερσὶν ἐπὶ σκηνὴν ἐκόμισεν.

Certamente poi la vigliaccheria sembrerebbe essere una specie di arrendevolezza della mente in seguito a paura, e il vigliacco uno tale che, quando naviga, afferma che i promontori sono navi dei pirati; e, scoppiata una tempesta, chiede se qualcuno degli imbarcati non è stato iniziato ai misteri; e al timoniere, guardando in alto, chiede poi se è a metà del percorso e che cosa gli pare del tempo e a quello che sta seduto vicino dice che ha paura in seguito a un certo sogno; e spogliatosi consegna allo schiavo il vestito; e chiede che lo accompagnino a terra. E partecipando ad una spedizione militare, quando la fanteria entra in azione è capacissimo di chiamare vicino tutti pretendendo che fermandosi vicino a lui tengano d'occhio lui per primo, e di dire che è un'impresa distinguere quali sono i nemici. E sentendo urla di combattenti e vedendo persone che cadono (è capacissimo di) dire a quelli che gli stanno vicino che per la fretta si è dimenticato di prendere la spada, di correre verso la tenda, e, dopo aver mandato fuori lo schiavo, di ordinargli che controlli dove sono i nemici, di nasconderla sotto il cuscino, e poi di trattenersi molto tempo come se la cercasse. E nella tenda vedendo che viene portato vicino uno degli amici ferito accorrendo ed esortandolo a farsi coraggio prendendolo sulle spalle lo trasporta lui. E lo cura e lo deterge con una spugna e standogli seduto vicino scaccia le mosche dalla ferita e (fa) qualsiasi cosa piuttosto che combattere contro i nemici. E quando il trombettiere suona il segnale di battaglia, seduto nella tenda dice: "Vada alla malora! Non lascerà che il pover'uomo prenda sonno dando il segnale ogni momento. " E pieno di sangue dall'altrui ferita va incontro a quelli che rientrano dalla battaglia e racconta: "Rischiando (la vita) ho salvato uno degli amici". E fa entrare presso colui che giace, perché vedano, i compagni di demo, i compagni di tribù e intanto a ciascuno di loro racconta che egli stesso con le proprie mani lo ha trasportato alla tenda.

Traduzione antica

Per la verità, la codardia parrebbe essere un pavido cedimento dell'animo; ed il codardo un tale che, quando viaggia per mare, afferma che i promontori sono navi corsare; e se si leva un pò di maretta, domanda se tra i naviganti vi sia qualcuno non iniziato; e guardando il cielo chiede al timoniere se la nave è già a metà del viaggio e che gli pare delle condizioni del tempo, e a chi gli siede vicino confessa che ha paura per via di un certo sogno; e toltasi la tunica, la dà al servo; e supplica che lo facciano scendere a terra. E se partecipa ad una campagna di guerra, quando un corpo di fanteria esce in soccorso, chiama a sé tutti i commilitoni, invitandoli a fermarsi accanto a lui ed a guardarsi intorno innanzi tutto, e dice che è un grosso problema riconoscere quale dei due schieramenti sia quello nemico; e quando sente gli urli dei combattenti e vede gente cadere, dice ai suoi compagni di fila che per la fretta ha dimenticato di prendere la spada e corre sotto la tenda e, dopo aver mandato fuori l'attendente con l'ordine di scrutare dove siano i nemici, nasconde la spada sotto il cuscino, poi si trattiene molto tempo col pretesto di cercarla; e stando sotto la tenda, se vede che verso quella parte viene trasportato ferito uno degli amici, correndogli incontro ed esortandolo a farsi coraggio, se lo prende sulle spalle e lo porta lui; e si mette a curarlo e gli pulisce la ferita con la spugna e, sedutosi al suo fianco, scaccia via le mosche dalla ferita, ed insomma fa qualsiasi cosa pur di non affrontare i nemici; e quando il trombettiere suona il segnale della battaglia, seduto nella sua tenda, dice: «Va' alla malora! Con il suo frequente strombettare non lascerà prendere un pò di sonno a questo poveretto»; 6 e tutto cosparso di sangue sgorgato dall'altrui ferita, si fa incontro a quelli che tornano dalla battaglia e racconta: «Sfidando il pericolo, ho salvato la vita ad un amico»; e accompagna dentro a visitare l'infermo i suoi compagni di demo e di tribù, raccontando nel frattempo a ognuno di loro come lo abbia trasportato nella tenda lui sulle sue braccia.