LA BALORDAGGINE
VERSIONE DI GRECO di Teofrasto
Testo greco e traduzione

Ἔστι δὲ ἡ ἀναισθησία, ὡς ὅρῳ εἰπεῖν, βραδυτὴς ψυχῆς ἐν λόγοις καὶ πράξεσιν, ὁ δὲ ἀναίσθητος τοιοῦτός τις, οἷος λογισάμενος ταῖς ψήφοις καὶ κεφάλαιον ποιήσας ἐρωτᾶν τὸν παρακαθήμενον· Τί γίνεται; καὶ δίκην φεύγων καὶ ταύτην εἰσιέναι μέλλων ἐπιλαθόμενος εἰς ἀγρὸν πορεύεσθαι. καὶ θεωρῶν ἐν τῷ θεάτρῳ μόνος καταλείπεσθαι καθεύδων. καὶ πολλὰ φαγὼν καὶ τῆς νυκτὸς ἐπὶ θάκου ἀνιστάμενος ‹ἀποπλανώμενος› ὑπὸ κυνὸς τῆς τοῦ γείτονος δηχθῆναι. καὶ λαβών ‹τι› καὶ ἀποθεὶς αὐτός, τοῦτο ζητεῖν καὶ μὴ δύνασθαι εὑρεῖν. καὶ ἀπαγγέλλοντος αὐτῷ, ὅτι τετελεύτηκέ τις αὐτοῦ τῶν φίλων, ἵνα παραγένηται, σκυθρωπάσας καὶ δακρύσας εἰπεῖν· Ἀγαθῇ τύχῃ. δεινὸς δὲ καὶ ἀπολαμβάνων ἀργύριον ὀφειλόμενον μάρτυρας παραλαβεῖν. καὶ χειμῶνος ὄντος μάχεσθαι τῷ παιδί, ὅτι σικύους οὐκ ἠγόρασεν. καὶ τὰ παιδία ἑαυτοῖς παλαίειν ἀναγκάζων καὶ τροχάζειν εἰς κόπους ἐμβάλλειν. καὶ ἐν ἀγρῷ αὐτὸς φακῆν ἕψων δὶς ἅλας εἰς τὴν χύτραν ἐμβαλὼν ἄβρωτον ποιῆσαι. καὶ ὕοντος τοῦ Διὸς εἰπεῖν· †ἡδύ γε τῶν ἄστρων νομίζει, ὅτι δὴ καὶ οἱ ἄλλοι λέγουσι πίσσης καὶ λέγοντός τινος· Πόσους οἴει κατὰ τὰς Ἱερὰς πύλας ἐξενηνέχθαι νεκρούς; πρὸς τοῦτον εἰπεῖν· Ὅσοι ἐμοὶ καὶ σοὶ γένοιντο.

TRADUZIONE n. 1

La storditaggine, a volerla definire, è una lentezza di spirito nel dire e nell'agire; e lo stordito è un tale che, dopo aver fatto il calcolo con i sassolini ed aver tirato la somma, chiede a chi gli siede vicino: "Quanto fa?". E citato in giudizio, quando deve comparire in tribunale, se ne scorda e se ne va in campagna. E se assiste ad uno spettacolo, si addormenta e rimane solo in teatro. E dopo aver mangiato a crepapelle, costretto ad alzarsi nel cuore della notte per andare, appunto, al gabinetto, si fa mordere dalla cagna del vicino. E dopo aver ricevuto e riposto una cosa lui stesso, la cerca e non riesce a trovarla. E se qualcuno gli annunzia che è morto uno dei suoi amici, perché vada al funerale, rattristandosi in volto e piangendo esclama: "Con tanti auguri!". E se deve riscuotere denaro che gli è dovuto, è addirittura capace di prendere con sé testimoni. Ed in pieno inverno fa una strapazzata al servo, perché non gli ha comprato i cocomeri. E costringendo i suoi figli a fare alla lotta e a correre, li riduce addirittura allo sfinimento. E quando in campagna cuoce le lenticchie per i figli, mette due volte il sale nella pentola, rendendole immangiabili. E quando piove, esclama: "È veramente piacevole il tempo!". E annovera tra gli astri splendenti tutto quello che gli altri dicono sia del colore della pece. E se qualcuno gli chiede: "Quanti morti pensi che siano usciti per la Porta Sacra?", risponde: "Quanti ne auguro a me e a te".

TRADUZIONE n. 2
La balordaggine, per dir(la) con una definizione, è una lentezza di spirito nelle parole e nelle azioni, e il balordo è un tale che, dopo aver fatto il calcolo con i sassolini ed aver tirato la somma, chiede a chi gli siede vicino: "Quanto fa?". E citato in giudizio e stando per andarvi, scordatose(ne), se ne va in campagna. E se assiste (ad uno spettacolo), rimane solo a dormire nel teatro. E avendo mangiato molto, e vagando di notte dopo essersi alzato per (andare) al gabinetto, si fa mordere dalla cagna del vicino. E dopo aver preso e riposto una cosa lui stesso, la cerca e non riesce a trovarla. E se qualcuno gli annuncia che è morto uno dei suoi amici, perché sia presente (al funerale), rattristatosi in volto e piangendo esclama: "Tanti auguri1!". Ed essendo (pieno) inverno fa una scenata al servo perché non ha comprato i cocomeri. E quando in campagna cuoce lui stesso le lenticchie per i figli, mettendo due volte il sale nella pentola, (le) rende immangiabili. E se qualcuno (gli) chiede: "Quanti morti pensi che siano stati portati a seppellire per la Porta Sacra?", gli risponde: "Quanti ne auguro a me e a te!".