ΠΡΟΘΕΩΡΙΑ - PROEMIO

Ἤδη μὲν καὶ πρότερον πολλάκις ἐπιστήσας τὴν διάνοιαν ἐθαύμασα, ἴσως δὲ οὐδὲ παύσομαι θαυμάζων, τί γὰρ δήποτε, τῆς Ἑλλάδος ὑπὸ τὸν αὐτὸν ἀέρα κειμένης καὶ πάντων τῶν Ἑλλήνων ὁμοίως παιδευομένων, συμβέβηκεν ἡμῖν οὐ τὴν αὐτὴν τάξιν τῶν τρόπων ἔχειν. ἐγὼ γάρ, ὦ Πολύκλεις, συνθεωρήσας ἐκ πολλοῦ χρόνου τὴν ἀνθρωπίνην φύσιν καὶ βεβιωκὼς ἔτη ἐνενήκοντα ἐννέα, ἔτι δὲ ὡμιληκὼς πολλαῖς τε καὶ παντοδαπαῖς φύσεσι καὶ παρατεθεαμένος ἐξ ἀκριβείας πολλῆς τούς τε ἀγαθοὺς τῶν ἀνθρώπων καὶ τοὺς φαύλους ὑπέλαβον δεῖν συγγράψαι, ἃ ἑκάτεροι αὐτῶν ἐπιτηδεύουσιν ἐν τῷ βίῳ. ἐκθήσω δέ σοι κατὰ γένος, ὅσα τε τυγχάνει γένη τρόπων τούτοις προσκείμενα καὶ ὃν τρόπον τῇ οἰκονομίᾳ χρῶνται· ὑπολαμβάνω γάρ, ὦ Πολύκλεις, τοὺς υἱεῖς ἡμῶν βελτίους ἔσεσθαι, καταλειφθέντων αὐτοῖς ὑπομνημάτων τοιούτων, οἷς παραδείγμασι χρώμενοι αἱρήσονται τοῖς εὐσχημονεστάτοις συνεῖναί τε καὶ ὁμιλεῖν, ὅπως μὴ καταδεέστεροι ὦσιν αὐτῶν. τρέψομαι δὲ ἤδη ἐπὶ τὸν λόγον· σὸν δὲ παρακολουθῆσαί τε καὶ εἰδῆσαι, εἰ ὀρθῶς λέγω. πρῶτον μὲν οὖν ποιήσομαι ‹τὸν λόγον ἀπὸ› τῶν τὴν εἰρωνείαν ἐζηλωκότων, ἀφεὶς τὸ προοιμιάζεσθαι καὶ πολλὰ περὶ τοῦ πράγματος λέγειν. καὶ ἄρξομαι πρῶτον ἀπὸ τῆς εἰρωνείας καὶ ὁριοῦμαι αὐτήν, εἶθ' οὕτως τὸν εἴρωνα διέξειμι, ποῖός τίς ἐστι καὶ εἰς τίνα τρόπον κατενήνεκται· καὶ τὰ ἄλλα δὴ τῶν παθημάτων, ὥσπερ ὑπεθέμην, πειράσομαι κατὰ γένος φανερὰ καθιστάναι.

Traduzione

1 Molte volte già prima d'ora, ponendovi mente, mi sono meravigliato, e forse non finirò mai di meravigliarmi, come mai avvenga che non tutti abbiamo la stessa costituzione di caratteri, sebbene l'Ellade sia situata sotto un medesimo clima e gli Elleni siano tutti educati in modo analogo. 2 Per questo motivo, o Policle, dato che da lungo tempo mi sono volto ad osservare la natura umana e sono ormai giunto all'età di novantanove anni, poiché, inoltre, ho avuto pratica con molte e svariate indoli, e con grande attenzione ho posto a confronto gli uomini virtuosi ed i viziosi, ho ritenuto di dovere rappresentare in un'opera scritta i comportamenti che gli uni e gli altri hanno nella vita. 3 E così ti esporrò, categoria per categoria, quanti generi di caratteri si ritrovino negli uomini ed in qual modo essi regolino la loro condotta di vita. Ed invero, o Policle, io penso che i nostri figliuoli diverranno migliori, se ad essi saranno lasciate rassegne di tal genere: utilizzandole come termini di riferimento, essi sceglieranno di avere consuetudine di vita e pratica con gli uomini più rispettabili, perché non siano da meno di loro. 4Ora, dunque, metterò mano alla trattazione: a te spetta venirmi dietro e giudicare se dico bene. Darò inizio al mio discorso da quelli che praticano la simulazione, omettendo di fare preamboli e di spendere molte parole intorno all'argomento. 5 E comincerò, in primo luogo, dalla simulazione e ne darò la definizione; poi, senz'altro, ritrarrò il simulatore, descrivendo quale egli sia e a quale indirizzo di vita sia portato; tenterò, quindi, di mettere in luce, come mi sono proposto, categoria per categoria, gli altri modi di essere.